La storia del Fantasma di Texarkana, l’assassino mai identificato legato ai Texarkana Moonlight Murders: cinque morti, tre feriti e un caso rimasto irrisolto.
Il Fantasma di Texarkana, conosciuto negli Stati Uniti come Phantom Killer o Phantom Slayer, è il nome dato a un assassino mai identificato che nella primavera del 1946 seminò il terrore tra Texarkana, città divisa tra Texas e Arkansas, e le zone rurali vicine.
In circa dieci settimane vennero attaccate otto persone: cinque morirono e tre sopravvissero. Le aggressioni colpirono soprattutto coppie appartate in auto, in strade isolate o nelle cosiddette “lovers’ lanes”, fino all’ultimo assalto in una casa di campagna. Il caso divenne presto noto come Texarkana Moonlight Murders, anche se il nome “omicidi del chiaro di luna” fu più una costruzione giornalistica che una descrizione perfetta di tutte le date.
Il punto decisivo è che il caso non è mai stato risolto. Ci fu un sospettato principale, Youell Swinney, ma nessuno venne condannato per gli omicidi. Attorno alla vicenda nacquero paura, false confessioni, sospetti e, anni dopo, anche un film: The Town That Dreaded Sundown, che contribuì a trasformare il killer in una figura da leggenda nera americana.

“Il Fantasma”: le notti di paura tra Texas e Arkansas
Il primo attacco avvenne la notte del 22 febbraio 1946. Jimmy Hollis e Mary Jeanne Larey erano fermi in auto su una strada isolata fuori Texarkana quando vennero avvicinati da un uomo armato con il volto coperto. Secondo la ricostruzione storica, l’aggressore indossava una specie di sacco o maschera bianca con aperture per gli occhi. Hollis venne colpito con violenza alla testa, Larey fu aggredita e riuscì a sopravvivere. Furono i primi due testimoni vivi di quella che, nelle settimane successive, sarebbe diventata una scia di sangue.
Un mese dopo, il 24 marzo 1946, vennero trovati morti Richard Griffin e Polly Ann Moore. I due erano in una zona appartata su una strada di Bowie County. Erano stati uccisi con colpi d’arma da fuoco, e la dinamica fece crescere il sospetto che l’aggressore fosse lo stesso del primo caso.
Il 14 aprile 1946 toccò a Paul Martin e Betty Jo Booker. I loro corpi vennero trovati nell’area di Spring Lake Park, sul lato texano di Texarkana, lontani dall’auto. Anche in questo caso fu indicata una pistola calibro .32 come arma usata. La città entrò nel panico: le pattuglie aumentarono, le coppie smisero di fermarsi nelle strade isolate, molte famiglie iniziarono a chiudersi in casa appena calava il buio.
L’ultimo attacco attribuito al Fantasma di Texarkana arrivò il 3 maggio 1946, ma fu diverso dagli altri. Non avvenne contro una coppia in auto, bensì in una casa isolata in Miller County, in Arkansas. Virgil Starks venne colpito a morte mentre era nella sua abitazione. La moglie Katy Starks fu ferita gravemente, ma riuscì a fuggire e a chiedere aiuto. Dopo quell’episodio, gli attacchi cessarono.
Il sospetto Swinney e il caso mai chiuso
La paura a Texarkana non dipese solo dagli omicidi, ma anche dalla sensazione che il killer potesse apparire e sparire senza lasciare una traccia definitiva. Fu proprio questa immagine a far nascere il soprannome “Phantom Killer”: un assassino fantasma, capace di colpire di notte e poi scomparire prima dell’arrivo della polizia.
Le indagini coinvolsero forze locali, autorità statali e anche i Texas Rangers. Uno dei nomi più noti fu quello di Manuel “Lone Wolf” Gonzaullas, arrivato a Texarkana mentre i giornali nazionali seguivano il caso e la città viveva in uno stato di allarme continuo. Le false piste furono molte: persone che confessavano, cittadini che accusavano conoscenti, sospetti che poi si rivelavano infondati.
Il sospettato più importante fu Youell Swinney, un criminale già noto per reati come furti d’auto e altri precedenti. Secondo le ricostruzioni, il suo nome emerse anche per alcune dichiarazioni attribuite alla moglie, che avrebbe fornito dettagli non resi pubblici. Ma quella testimonianza diventò fragile: la donna cambiò versione e, dopo il matrimonio con Swinney, non poteva essere costretta a testimoniare contro di lui. Per questo non si arrivò a un processo per gli omicidi.
Swinney venne poi condannato per altri reati, ma non per essere il Fantasma di Texarkana. È questa la linea da non superare: può essere indicato come sospettato principale, non come colpevole accertato. Il killer non fu mai identificato in tribunale, e il caso rimase sospeso tra cronaca, leggenda e paura popolare.